lunedì 15 settembre 2014

Sapone e forno a microonde... Un esperimento SCIENT'ARTISTICO! Solo due minuti e tanta fantasia!





Eccoci qui! 
Come state?
Qui sono iniziati i nostri amati pomeriggi casalinghi... Complice la scuola dell'infanzia solo due ore al giorno al mattino, mamma ancora per poco a casa prima della ripresa annuale e sonnellini (non sempre!!!) del fratellino...
Se Agolino dorme si sospendono i giochi teatrosi! Niente castello con i divani, niente nascondino e lotte tra cavalieri e draghi... Ci chiudiamo in cucina e si crea!
Oggi abbiamo deciso di sperimentare la "scienz'arte!"... 
Vi raccontiamo il nostro semplicissimo esperimento improvvisato certe che voi potrete creare personaggi molto più belli dei nostri!
Tutto ciò che vi occorre è una saponetta, un piatto e un forno a microonde! 


Prendete una saponetta e mettetela nel forno a microonde appoggiata su un piatto per 2 minuti azionando il forno alla massima potenza. 
E... Osservate!
Una magia!!! 
Il sapone si gonfierà assumendo forme improbabili! 
Noi eravamo con il naso incollato al vetro del forno!!! 
Attenzione: il sapone scotterà!

Ecco il nostro sapone uscito dal microonde...


Ed ecco come Greggy lo ha decorato! 


Voleva essere un "drago-alieno-mostro" credo... A me sembra un gattino!
Ad ogni modo... Voi sarete certamente più brave!!! 
È bello perché il sapone raffreddato resta morbido e decorabile con pezzettini di carta, bottoni, graffette... E poi volete mettere che sorpresa vederlo trasformarsi davanti ai loro e nostri occhi?!?


Come funziona?! 
Le microonde riscaldano le molecole dell'acqua contenute nel sapone. Quando l'acqua diventa bollente si trasforma in un GAS, il vapore acqueo, che forma bolle che si espandono con il calore e fanno GONFIARE la saponetta!
Buon divertimento...
E... Potete provare anche con i  marshmallow! 



mercoledì 10 settembre 2014

Il Braccialetto della memoria. Noi siamo con te, sempre! "Davverissimo mamma?!" Si, DAVVERISSIMO.



E così settembre è arrivato... Tre lunghi mesi insieme sono trascorsi...
Le valigie sono più o meno disfatte (alcune cose temo vagheranno senza un posto preciso fino alle pulizie natalizie...)
E... Si ricomincia!
Riparte il lavoro della mamma, i ritmi un po' più strutturati (per quanto la nostra famiglia selvaggia riesca... Darsi degli orari e rispettarli non è il nostro forte!) e così comincia il nuovo asilo per Greg... 
Stiamo iniziando proprio in questi  giorni come immagino tante di voi...
Greggy continuava a dirmi che lui sente la nostalgia della mamma...
 Così ho pensato ad un dono semplicissimo: un braccialetto (realizzato con dei semplici fili di cotone! Nel mio caso è intervenuta sempre la suocera con abilità manuali!!!).
Lo abbiamo chiamato il "braccialetto della memoria" perché guardandolo ci ricorderemo della presenza dell'altro.
Ne abbiamo tre: mamma, papà, Greg.
Lo aveva anche Ago ma lo ha perso dopo circa 37 secondi.
"Qui dentro quindi c'è la mamma? C'è anche il papà?" Chiede Greg osservando i fili intrecciati.
"Si, questo braccialetto ti ricorda che noi ci siamo, siamo con te... Anche se fisicamente lontani. Con il cuore siamo al tuo fianco. E tu al nostro. È per dirti: sono li' con te."
"Davverissimo mamma?" 
"Si, Davverissimo!"



sabato 6 settembre 2014

" L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande e lo sai che non mi va" recita una famosa canzone... A noi invece diventare grandi piace tantissimo... Anche a me! E allora come siamo cresciuti in questa pazza estate?!?!



Eccoci qui!


Non sono sparita... Ma le vacanze sono state più impegnative del previsto e con i due nanetti all'opera il tempo per scrivere scarseggia!!! E domani finiranno anche le nostre lunghiiiiissssiiiiimmmmeeee vacanze!  
Tre mesi bellissimi e di tempo privilegiato per noi, per me... E già temo e attendo allo stesso tempo il nuovo inizio che ci aspetta! 
Nuovi lavori, nuovi asili, nuovi incontri. 
Non so voi care mamme, ma io sono la donna dei "bilanci" ed è un po' di giorni che agli sgoccioli di questa estate mi chiedo: cosa ho imparato? Cosa ho scoperto di nuovo? In cosa e come sono cresciuta (oltre che di peso visti i chiletti messi su abbuffandomi di cibo romagnolo! Ahi Terra Natia!)
E voi? Ve lo siete chieste? 
Mi piacerebbe in questo post condividere con voi le scoperte, le fatiche, le domande...

Comincio io?!?!

1) Ho scoperto che sono felice e piacevolmente stupita quando vedo i miei figli godere dei nostri amici. Ho ri-scoperto che desidero per la nostra famiglia una "dimensione comunitaria". Mi son accorta che desidero accettare che le mie pesti siano corrette anche dai nostri amici e non solo da noi, che voglio esser in questo libera e meno possessiva, meno convinta di essere io "la migliore" sempre e comunque... 
Voglio imparare a lasciarmi correggere io per prima nelle modalità con cui mi rapporto a loro senza esser condizionata dall' immagine di "brava mamma" da difendere.
Gioisco nel vederli avere altre figure di riferimento oltre a noi, nel vederli affascinati anche da altri adulti, nel sorprenderli ad imparare da altri e a desiderarne la compagnia. 
Li ho spesso guardati in silenzio in questi mesi divertirsi, ridere, giocare con alcuni amici  e con nonni e zio (accorgendomi di come talvolta altri sanno "trattarli" meglio di me!) e ne ero commossa e ripensavo a quel famoso proverbio africano... "Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio" non solo la famiglia. 

Ecco qui il "mio" Greg entrare nel magico mondo della pesca guidato da un caro amico...





2) Mi sono continuamente accorta di che occasione sia poter vedere il mondo attraverso i loro occhi semplici e stupiti. 
E mi sono sorpresa a domandare per me lo stesso sguardo... Di ritornare bambina "negli occhi e nel cuore". 
Scoperta a desiderare le stesse semplici intuizioni: Mamma non riesco a mandare via la rabbia da solo. Diciamo una preghiera insieme?
O ancora: Mamma ma che bello il mondo! È fatto per noi! 





A tal proposito ecco Greg a Fiabilandia durante il nostro "Greggy Day"... Una giornata solo per lui per festeggiare che esiste, c'è ed è così com'è... 



3) Ho ricapito (e non fa mai male capire nuovamente qualcosa in cui già crediamo!) che preferisco sempre la "verità" alle bugie de-responsabilizzanti! 
Esemplifico?!

"Non compriamo un gioco perché l'edicola è chiusa" (ma invece é aperta!)

"Non si può fare il bagno in piscina adesso perché  è vietato!" 

"Non prendiamo il gelato qui perché non è buono"

E simili... 
Ne ho sentite un bel po' tra un ombrellone e un cespuglio di mirtilli... (Ho sentito persino: "Se continui a fare i capricci chiamo gli zingari!")
Io dico "No" alle bugie! Alle scuse inventate per non assumerci le nostre responsabilità! 
Non voglio che ti faccia il bagno e credo di avere delle buone ragioni?!! Allora mi assumo la responsabilità di ciò che decido per te. Mi assumo il rischio che il mio puffo mi pianti il muso, si arrabbi e lo trovi ingiusto (e spesso lo è!).
Non ho delle buone ragioni?! Le mie motivazioni vacillano e le "bugie" coprono la mia "non voglia" di spiegare, sbattermi, faticare, spendere... 
E cediamo! Cambiamo idea!!! Cambieremo noi! 
Diciamo quanti più si' possiamo!!! 
Vi siete mai accorti di quanto a volte "rompiamo"? Di quanti "no" potremmo risparmiare? Di quante "esortazioni" a muoversi e far veloce potremmo evitare? Di quanti "te lo avevo detto",  "vedi lo sapevo", e "sei sempre il solito" potremmo ingoiare? 
Facciamolo!
Trattiamo le pesti come vorremmo essere trattati noi! 
Abbandoniamoci ad una "misura" che non è la nostra ma la loro, accettiamo le loro provocazioni e non mancheranno le scoperte!!! 



Per ora è tutto... 
Mi sono ripromessa di trascrivere proprio tutte le scoperte fatte... Ma i bagnetti post mare ci attendono... Nuovi post nei prossimi giorni! 
Alla prossima! 
E voi???
Mi raccontate???


venerdì 18 luglio 2014

Ho fatto il calcolo: ho dedicato fino ad oggi circa 1385 ore ad addormentarli. Ore per loro, ore per me. Altro che viaggio intorno al mondo.

È proprio estate. Santa estate con tanto tempo (fortunata me!!!) da dedicare ai bimbi... Ecco il mio secondo post da mamma e non da educ-attrice...


Ieri mentre addormentavo il "mio" Greg mi sono messa così per gioco  (e resistere all'abbiocco pomeridiano!) a calcolare le ore di vita che ho dedicato (e non perso!!!) all'addormentamento delle pesti...
Ecco il calcolo...

Gregorio (3 anni 1/2) 
Ore impiegate al giorno per la sua nanna: 

450 ore del primo anno... Più di un'ora al giorno senza dubbio!!!
Una lotta... Con 6/7 risvegli a notte!!!

400 ore del secondo anno... Con ottimismo! (Cominciavamo con i nostri tempi ad "ingranare"...) 

365 ore del terzo anno... Sempre stando scarsini...

180 ore del mezzo anno...

Agostino
400... Ore del suo primo anno e mezzo... Che generosità! 

Aggiungi bonus ore risvegli per  "malattie, mammite, incubi" calcolabile in 40 ore in tutto...

Otteniamo 1385... 
Diviso 24 ore giornaliere...

76 giorni di vita per addormentarli!!!

Il tempo per un viaggio intorno al mondo, leggere romanzi meravigliosi, seguire corsi di musica e pittura, visitare i musei e le gallerie più affascinanti, farsi una ristrutturazione generale con piacevoli massaggi annessi... 
Invece siamo qui. Felici.
E senza voler essere da nessun altra parte. 
Perché?!? 

Premetto che non voglio entrare nel merito dei diversi metodi per fare la nanna nè voglio consigli alla Estevil... (Anche se non mi vergogno ad ammettere che trovo il famoso libro "Fate la nanna" orribile e che non condivido una riga!)
Non voglio affrontare la questione dal punto di vista pedagogico o simili... Insomma vi chiedo pietà non addentriamoci nella questione "co-sleeping", "mamme-canguro" o "lettino subito"... Non è ciò che mi interessa e odio le definizioni e le presunte "cose giuste". 
Voglio guardare il tutto da un'altra prospettiva: parliamoci chiaro sono ore che passo immobile e fingendo di dormire (nel caso di Agostino!) o in cui talvolta incastro qualche mail lavorativa dal telefono nascosto sotto le coperte cantando ninne nanne,  o in cui lotto con il sonno per avere quella mezz'ora di Sante chiacchiere con il consorte o tuffarmi nell'ultimo romanzo che ho scelto perché il titolo "a pelle" mi ispirava... Di certo non sono ore appassionanti. Lo sono molto di più le mie lezioni alle superiori, i dialoghi con alcuni amici speciali, la scoperta di nuove città...
Eppure, seppur talvolta esco dalla stanza con i capelli dritti perché il pargolo voleva continuare a giocare al leone o aveva deciso di controllare se nelle mie orecchie ci fosse il cerume, non c'è nulla di quelle ore che rinnego. Che butto. Che non vorrei.
È tempo che mi ha insegnato e insegna tanto... se io sono disponibile a imparare. A guardare. Ad obbedire a ciò che c'è, ad amare.
Se io sono disponibile, ripeto, ad un sacrificio. 
Non si impara nulla senza fatica e senza la mia libertà. 
Libera di lamentarmi (questo lo ho imparato; il lamento è una scelta! Si può non lamentarsi!) o di crescere. Libera, sempre. 
Esco lieta dalla stanza quando non passo il tempo a pensare alle altre mille cose che vorrei fare (legittime e buone! Ci mancherebbe! Non dico questo!) alle telefonate da fare, i progetti da inviare, la cucina da sistemare e la spazzatura da buttare. Quando non penso agli amici al piano di sotto (nella mia sala!) che chiacchierano sul mio divano con il consorte, se non penso solo ai dialoghi che "perdo". 
Non perdo tempo quando "STO" dove sono. Quando mi abbandono a ciò che c'è. Quando  stando li' senza innervosirmi mi accorgo del loro respiro, del loro cuore che batte (ed anche il mio!) e che non sono certo io che posso farlo battere anche oggi, che non sono io ad avere creato, quando invento una storia o una ninna-nanna, quando pregando con loro finiamo per pregare per tutto il mondo persino per il bagnino (ieri sera!) e mi accorgo di come il loro orizzonte sia più grande del mio, quando invece che arrabbiarmi mi intenerisco per quel gioco fastidiosissimo che fa Agostino che quando sembra stia dormendo (e sia finalmente fatta!) si mette seduto e ruggisce.
Non perdo tempo quando mi commuove accorgermi di come loro mi "adorano" e sono bisognosi di toccare una qualunque parte di me per non sentirsi soli, per non temere il buio, per abbandonarsi al sonno.
Non è forse anche per noi così?
Non abbiamo bisogno anche noi di essere amati, di sentirci voluti così come siamo per non temere più?
Non cerchiamo anche noi nelle nostre giornate una carezza, uno sguardo umano, una parola che ci sostenga e accompagni? 

Mi sono davvero chiesta: Perché sono contenta?

Son sincera, mai come da quando questi due esserini sono entrati nella mia vita ho iniziato a pormi domande su tutto. 
Il fatto stesso di esser da loro osservata (e studiata!) mi mette continuamente in discussione e fa emergere tutto il mio bene così come il mio male... I miei mal celati limiti... Con loro non si bara.
Loro si accorgono se perdo tempo, se son con loro e vorrei altro.
Loro si accorgono e io mi accorgo di me.
Loro mi guardano e io mi guardo.
Loro mi perdonano e io mi perdono. 
Ricomincio. Riparto. 
Loro crescono e io cresco. Con loro, per loro.
Attraverso loro l'orizzonte si apre.
Prego per loro e mi ricordo di pregare per me. 



1385 ore per addormentarli. 1385 ore per me. Per non addormentarmi. 
Altro che viaggio intorno al mondo.

L'amore non fa calcoli... Se non per gioco!



Ieri mentre addormentavo il "mio" Greg mi sono messa così per gioco e resistere all'abbiocco pomeridiano a calcolare le ore di vita che ho dedicato (e non perso!!!) all'addormentamento delle pesti...
Ecco il calcolo...

Gregorio (3 anni 1/2) 
Ore impiegate al giorno per la sua nanna: 
450 ore del primo anno... Più di un'ora al giorno senza dubbio!!!
400 ore del secondo anno... Con ottimismo! 
365 ore del terzo anno... Sempre stando scarsini...
180 ore del mezzo anno...

Agostino
400... Ore del suo primo anno e mezzo... Che generosità! 

Aggiungi bonus ore risvegli per  "malattie, mammite, incubi" calcolabile in 40 ore in tutto...

Otteniamo 1385... 
Diviso 24 ore giornaliere...

76 giorni di vita per addormentarli!!!

Il tempo per un viaggio intorno al mondo, leggere romanzi meravigliosi, seguire corsi di musica e pittura, visitare i musei e le gallerie più affascinanti, farsi una ristrutturazione generale con massaggi annessi... 
Invece siamo qui. Felici.
E senza voler essere da nessun altra parte. 
Perché?!? 

A new post of MAmmaMagóLAB is coming... Se dormono! 



venerdì 11 luglio 2014

Ricordare, rivivere, immaginare, aspettare e DISEGNARE il mare! Tra schiuma da barba, tempere, spugne, pennelli e naturalmente dita. Ecco le nostre onde in un giorno di pioggia!


Non so voi lettori, ma noi siamo stati sommersi da piogge, grandinate, bufere e clima autunnale... 
E per qualche giorno abbiamo abbandonato il mare!
Ma si sa... Il mare ci manca!
E così abbiamo pensato di disegnarlo in un modo un po' speciale... Volevamo riviverlo e permettere anche al piccolo Ago di pastrocchiare con noi... 



Naturalmente ciò che Greggy ama di più del mare sono le ONDE!
Abbiamo imparato come sono fatte, ci siamo tuffati sfidando le loro CRESTE e ci siamo fatti fate il solletico dalla SCHIUMA!
La schiuma in particolare piace a Greg... E allora come disegnarla e riviverla? Come usare la traduzione grafica per lasciar sedimentare l' esperienza del mare? 
Perché ciò che mi interessa è proprio fissare l'esperienza bella fatta insieme.
Non mi interessa fare dei lavoretti a tema marino e nemmeno "intrattenerci" per passare il tempo, ma che l'arte e la pittura siano una occasione per conoscere, scoprire, sperimentare e ricordare... Per fare esperienza! 
Siamo corsi nell'armadietto di papà e gli abbiamo rubato... La schiuma da barba!!!
E così... Dita, pennelli, spugne, colori vari in tonalità "mare" e via! Si parte!!!!


Le mani si tuffavano nella schiuma... 
"Sembra proprio quella vera mamma!"
E così ecco a voi le nostre onde...
Semplice da realizzare, ma divertente!
Noi abbiamo scelto di usare fogli grandi di carta da pacco... Il foglio semplice non ci basta mai! 
Prima abbiamo giocato a fare le onde per tutta la stanza con il corpo e poi abbiamo trasferito la nostra onda sul foglio!


Provateci anche voi! 
Vi avvertiamo... Ci si sporca!!!



mercoledì 2 luglio 2014

Scoprirsi lieti e grati: l'inconsapevole potere di un piccino.

Questa volta non vi consiglio giochi nè parlerò del mio lavoro. Volevo solo condividere con voi un pensiero, un fatto, una semplice mattinata. 


"Non posso crederci, anche oggi sei sveglio alle 6.30. Perché?!?!
Dai si vede, stai crollando di sonno. 
Proviamo con il lettone.
No, non urlare "Greeee" appena vedi Greggy dormire. 
Shhhh. Non piangere. 
Vedi che ti strofini gli occhi?
Sei stanchissimo.
Sei andato a letto alle undici... 
Dai dormi... Coccole...
Ma perché non capisci che poi non resisti e crolli tra mezz'ora?!"

Tentativi vari falliti. 
Non solo non dorme, ma tenta in ogni modo di svegliare il fratello. Mi arrendo. 
Ci sono anche i nonni in casa. Esco con lui che è meglio. 
Infilo veloce i vestiti della sera prima sapendo che l'albergatore vicino me lo farà notare... Vedendomi ieri rientrare con Greg quasi a mezzanotte da uno spettacolo mi ha detto: "ma tu che orari fai?! Peggio dei nostri!".
Cambio pannolino, via pigiamino e alle 6.37 sono fuori. 
Ed ora? Che si fa?!

"Mmmm... Solo tu puoi avere queste idee malsane di svegliarti alle 6.30... È pure nuvoloso, fa freddo... Tontolone".

E indispettita mi avvicino alla spiaggia. Ma poi...
Bisogna cedere. Arriva sempre, in ogni giornata, un istante in cui o si abbandonano le proprie immagini e idee o si resta indispettiti, insoddisfatti. 
E cedere apre dei varchi inaspettati, apre gli occhi e il cuore. 


Sono i suoi occhi spalancati sul mondo a guidarti. Lui desidera vivere questa giornata, senza obiezioni. Non aveva progetti, non è un nemico capriccioso che vuole rovinarti il sonno e le giornate. È un alleato, un compagno di cammino con il suo bisogno infinito! 
E il suo bisogno ridesta il mio: anche io voglio essere contenta. Adesso. Oggi. Non in un giorno ideale che non c'è. Voglio esser contenta in questo istante.            
E così (con l'aiuto innegabile di un bombolone alla nutella in riva al mare!) ti fermi a chiacchierare con il vecchietto abbronzato e mattiniero che incroci ogni giorno. Tutto parte con una battuta: "Oggi la abbiamo battuta, siam arrivati prima!"... 
E lui ti racconta di sua moglie salita in cielo 17 anni fa e del suo desiderio di rivederla. 
Poi ti accorgi che il molo è meraviglioso e le nuvole fanno filtrare una luce speciale.


I giochi poi sono deserti e tutti per noi...


In regalo c'è anche la bassa marea e Agostino che odia il mare prende coraggio e si tuffa a giocare. 




Non ti saresti accorta di nulla se quel faccino impertinente non avesse disfatto i tuoi piani. 


Aveva ragione Montale: "l'imprevisto è la sola speranza".


E voi mamme? Cosa vi insegnano i vostri bimbi? Vi fanno arrabbiare? Cosa scoprite al loro fianco?